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Sempre più lontano

| 26/01/2010 | 3 Commenti » | Bamboo Life

La cosa che pensavo: se anche non siamo iperproduttivi, almeno aggiornare il blog ogni mese. Mi sembra già qualcosa. E siamo a fine gennaio, mentre l’ultimo post è del primo dicembre. Siamo ancora in tempo, no?

Acqua sotto i ponti come al solito ne passa tantissima e siamo sempre qui a lamentarci che il lavoro ci uccide, la vita ci risucchia, la salute è precaria. Il 2010 si è già manifestato come un anno di radicale cambiamento per almeno uno di noi (per il quale gli inboccalupo si sprecano).

Ma grazie a dio ci si vede, ci si parla sempre. E quando è così si vive in questa sorta di paese delle meraviglie dove basta una partita a carrom per scatenare eccentriche visioni, percorsi narrativi accidentati e impressioni che svaniscono dopo poche ore.

Forse non siamo più capaci di “fissare”. Speriamo di ritrovare un po’ di verde nel 2010!

Babelgum Bamboo

| 01/12/2009 | 1 Commento » | Bamboo Life

A volte penso che questo 2009 in cui poco e nulla è stato fatto da noi sul piano della videoproduzione, sia in realtà un anno di raccolta. Seminiamo video dal 1999, e adesso, dopo 10 anni, cominciano ad arrivare i frutti. Ad esempio, cinque corti Bamboo D.O.C., tra i più disparati, sono stati selezionati da Babelgum Mobile per essere distribuiti su videofonini e smartphone in una sorta di canale tematico sui corti italiani. E fu così che, grazie all’interessamento assolutamente inaspettato dei “cercatori di contenuti” di Babelgum, Photobooth Tales, Condominium, Souvenir, L’esperimento del dott. Kurlov e soprattutto… Rischione, fanno ora parte dell’offerta mobile del canale. Li potete vedere con il vostro iPhone, ma anche con cellulari Android e Nokia. Che ve lo dico affa’… Buona visione a tutti!

Lo spirito continua

| 12/11/2009 | 2 Commenti » | Bamboo Life

Eccoci qua: Marco è tornato dal suo viaggio e – anche se lui negli occhi ha ancora la Patagonia – la Bamboo ha ricominciato a parlare di cinema. Perché noi parliamo tanto. Chiacchiere e distintivo, come si diceva una volta. Ma a volte anche fatti…

L’onda dei desideri si infrange su una scogliera che ha diversi nomi. I mezzi di produzione, il tempo a disposizione, la costanza del flusso creativo. D’accordo, ammettiamo che da questi tre punti di vista ormai siamo carenti, bruciati. Non avremo mai tanto tempo, non siamo più così vulcanici e i soldi per le videocamere fiche non li abbiamo. Resta l’idea.

L’idea, per noi è un qualcosa che nasce, viene palleggiato e cresce. La fase di crescita dell’idea è delicatissima. Non puoi metterle troppi paletti intorno, altrimenti soffocherà (ad esempio, non fissarsi su particolari elementi strutturali o di contenuto che “forzino” una certa evoluzione e non altre). Non puoi nemmeno lasciarla troppo libera, altrimenti diventerà un accumulo senza senso di particolari derivati da migliaia di libere associazioni. Ci va il suo tempo.

E poi bisogna confrontarsi con i tre limiti. Quindi idee non tanto low cost quanto adatte al low fi. Videocamere portatili, qualità non da film (e nemmeno televisiva) ma da web. Meglio puntare su questo tipo di canali. Oh, ci arriviamo tardi ma ci arriviamo. E le storie. Le nostre storie, che non devono per forza essere inventate, ma basta che siano storie di vita nostre. Idee “te la dico, te la riprendo e te la monto”, senza scadere nella spazzatura pura.

Non è facilissimo, ma tornando dal nostro summit a Mionsailles abbiamo avuto il primo esempio di corto-reality del nuovo corso. Punk, demenziale e split screen. Non è mica poco!